Progetto Rifloc: un progetto Ambizioso

Da qualche anno a questa parte numerose ricerche di mercato dimostrano che il cliente finale è sempre più attento e sensibile ai prodotti di origine naturale che abbiano un basso impatto sull’ambiente, richiedendo sempre più spesso maggiori garanzie sulla provenienza e tracciabilità dei prodotti acquistati.

La coltivazione della canapa e quella dell’ortica, rientrano a pieno nella definizione di basso impatto ambientale. La coltivazione della canapa infatti, grazie ad i cannabinoidi naturalmente presenti, e la coltivazione dell’ortica, grazie alle sostanze urticanti che naturalmente produce, non necessita pesticidi ed antiparassitari in quanto queste sostanze proteggono le piante dall’attacco di parassiti, miceti e molti altri patogeni.
Per quanto riguarda la trasparenza e la tracciabilità, non è sempre facile individuare fornitori di materie prime, magari di paesi molto lontani, che possano certificare che non solo i prodotti siano coltivati rispettando l’ambiente, ma che anche il lavoro dei dipendenti venga pagato correttamente e che la loro dignità venga rispettata.
Questi fattori sono stati il motore che ha fatto partire nel 2014 il progetto RIFLOC.

Questo progetto infatti, vuole essere virtuoso dal punto di vista della sostenibilità etica e ambientale e al contempo vuole essere uno strumento indipendente al quale ogni azienda del settore della moda e del design possa fare riferimento per avere il valore aggiunto di prodotti interamente di origine italiana, per poterlo poi comunicare ai propri clienti. Il progetto prevede anche che l’acquirente finale possa visionare direttamente i passaggi dell’intero processo produttivo, dalla coltivazione nei campi fino al prodotto finito rendendo l’intera filiera completamente trasparente.
Dal punto di vista etico questo progetto permetterà la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove figure professionali nell’ambito della filatura e della trasformazione di fibre vegetali naturali.

Nel Dettaglio
Il progetto RIFLOC vuole inserirsi in una economia sostenibile circolare in cui ogni anello della filiera produttiva possa interagire con gli altri per ottimizzarne le singole attività.
Ogni fase di questa impresa, prevede lo studio e la ricerca delle migliori soluzioni possibili, volte alla realizzazione di prodotti eticamente sostenibili, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali e che al contempo siano in grado di dare il giusto riconoscimento economico a chi contribuirà alla realizzazione di questo progetto virtuoso, recuperando le tecniche tradizionali che hanno fatto si che il Made in Italy in questo settore sia ancora oggi considerato ai vertici della produzione mondiale.

Un altro aspetto importante è basato sull’utilizzo dei sottoprodotti che possano avere valenza economica di completamento al progetto, producendo redditività in altri settori merceologici.
Un esempio di sottoprodotto della lavorazione della canapa è il canapulo ricavato dallo stelo oggi utilizzato in bioedilizia e nell’industria cartaria, oppure la fibra corta scartata dalla filatura impiegata per la produzione di corde e reti utilizzate in agricoltura.