Progetto RIFLOC – L’ortica

L’ortica per uso tessile

Il progetto Rifloc Ortica, in collaborazione con l’Istituto CNR-IBIMET (sede di Bologna), nasce dal desiderio di completare in Italia una filiera naturale che porti ad ottenere un filato con una elevata percentuale di fibra di ortica (Urtica dioica) che possa essere sostenibile in tutte le fasi della filiera.
Ci sono varie testimonianze sull’utilizzo dell’ortica a scopo tessile sin dall’Età del bronzo; dall’antica Roma all’età napoleonica in tutta Europa, molti tessuti venivano realizzati con l’ortica quando vi era scarsa disponibilità di altre tipologie di filato.
Questa fibra tessile vegetale venne successivamente trascurata per un periodo piuttosto lungo, per essere poi riscoperta nel primo dopoguerra.

La coltivazione della pianta dell’ortica, grazie alla sua alta resistenza ai patogeni e alle proprietà urticanti, non richiede l’utilizzo di diserbanti e anti-parassitari.
Dell’ortica non va perduto niente: dalla corteccia si ricava la fibra tessile, con la parte interna si produce cellulosa per carta estremamente pregiata, mentre le estremità fresche e le foglie forniscono un prodotto altamente nutritivo sia per uso zootecnico che umano.

Le sue proprietà

Lunga, lucente ed uniforme, l’ortica è una fibra molto ricercata. È elastica, resiste alla torsione, ed al contrario di altre fibre, la sua robustezza aumenta con il passare del tempo. Dall’ortica si ottengono ottimi filati sottili e flessibili che risultano anche forti e tenaci. I tessuti in fibra di ortica sono morbidi, resistenti, traspiranti e brillanti come la seta. Sono biodegradabili al 100% e possiedono proprietà antistatiche.