Fibra di canapa fatta e finita su territorio italiano

È ufficiale, insieme ad Andrea e Alessandro esperti agricoltori romagnoli, stiamo coltivando canapa sativa utile a sperimentare il nostro grande progetto di filiera interamente italiana.
Stiamo finalmente dando vita ad un vecchio sogno che da anni tenevamo chiuso in un cassetto…
Fateci gli auguri, in fondo stiamo lavorando anche per voi…

 

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Modartech Fashion Show 2017

MAEKO TESSUTI E FILATI NATURALI

TRA I PARTNER TECNICI CON LA FORNITURA DI TESSUTI IN CANAPA,
ORTICA E COTONE BIOLOGICO

BUON LAVORO RAGAZZI

Modartech Fashion Show 2017 è sostenibile, sfilano le creazioni degli studenti caratterizzate dall’attenzione per l’ambiente e la progettazione del capo a 360 gradi nell’ottica di un’economia circolare.

www.modartech.com

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La dura via della canapa

La canapa si sta rivelando una risorsa importante per la bioeconomia, ma la filiera industriale deve essere ricostruita

É una pianta ecologica, resistente ed è facile da coltivare, oltretutto senza pesticidi e diserbanti inquinanti, combatte l’erosione del terreno e riesce persino a risanare i terreni inquinati. Parliamo della canapa, la cui coltivazione è osteggiata ancora oggi e mentre il suo utilizzo nel settore tessile è problematico. «In Italia non esiste più la capacità di trasformare la fibra in filo. Si può coltivare la pianta ma manca la parte industriale, perché non ci sono più macchine che possano lavorarla», afferma Mauro Vismara, imprenditore e fondatore dell’azienda Maeko che produce tessuti e filati naturali come  canapa, ortica, soia, crabyon, bambù, lino, cotone biologico, fiocco di Yak. Il risultato di ciò è che l’azienda deve lavorare nel distretto tessile torinese la canapa mescolandola con altre fibre vegetali perché in Italia non esistono più le attrezzature specifiche per la lavorazione della canapa.

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Tutto si trasforma e nulla si distrugge

FILOTIMO: fare qualcosa di utile per gli altri che fa bene anche a sé stessi, non si smentisce mai.

Infatti da Verona, Gloria e Matteo di FILOTIMO, ci hanno portato una carta meravigliosa,  nata dalle giovani e appassionate mani di Sonia, capace di riciclare i ritagli dei tessuti di canapa e ortica della loro sartoria per farne carta.

Quando abbiamo avuto tra le mani  il nostro tessuto trasformato in un elegantissimo biglietto d’auguri, ci siamo emozionati, pensate, il nostro tessuto Mirò color naturale trasformato in un foglio bianco e quello nero in un foglio grigio…

Da ora in poi Maeko donerà tutti i ritagli al laboratorio Muriel di Sonia che sa bene cosa farne!!

“Muriel è un piccolo laboratorio di carta artigianale ospitato all’interno del Verona FabLab dove Sonia, giovane 24enne veronese realizza a mano carte riciclate e carte di canapa.

La passione per la carta nasce durante un viaggio negli Stati Uniti: dopo aver frequentato un corso presso un centro artistico si appassiona da subito al riciclo creativo, in particolare della carta.
L’attenzione verso tematiche come il riuso dei materiali e la loro valorizzazione, si evidenzia ancora di più durante l’esperienza lavorativa aziendale dove, l’imponente flusso cartaceo tra una scrivania e l’altra, la spinge a voler trovare un utilizzo alternativo alla carta da cestinare.
La carta, materiale comune ma di preziosa derivazione, diventa così una delle materie prime per nuovi fogli lavorati a mano, secondo le tradizionali fasi di lavorazione ma rivisitate in chiave completamente moderna. La ricerca storica ed uno studio approfondito sulla materia, assieme a molta pratica anche presso un antico laboratorio artigiano, sono stati necessari per capire come reinterpretare al meglio un’attività così bella quanto difficile.
La volontà di sperimentare carte di canapa è un’ovvia conseguenza se si scava nella storia della carta: le prime carte arrivate in Italia nel XIII secolo nascono principalmente da stracci di canapa. La canapa presenta infatti una fibra molto resistente e dunque adatta alla creazione di carte di qualità, che mantengono le loro caratteristiche nel tempo. Il progetto prende vita grazie all’amicizia con la realtà di Filotimo: laboratorio nel cuore di Verona che realizza abiti in tessuti naturali, biologici o con certificazioni di qualità, nel tentativo di coniugare al meglio il benessere della persona con il rispetto dell’ambiente. Gli scarti di lavorazione di Filotimo, in particolare quelli di canapa, prendono nuova vita e diventano carta Muriel. Dopo una lunga fase di bollitura e macerazione, si trasformano in un supporto da stampare, scrivere e rilegare.
Il sogno che fa da motore al laboratorio di Muriel è quello di un ritorno alla semplicità, all’apprezzamento di ciò che abbiamo, delle cose più comuni, quelle da valorizzare.”

Per chi volesse maggiori Informazioni:
www.facebook.com/cartamuriel
info.cartamuriel@gmail.com

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Il filato 100% canapa, ma niente più filiera in Italia.

Oggi, c’è chi punta proprio sulla canapa Made in Italy, che nel settore tessile ha ottime prestazioni e prospettive di mercato, scontrandosi però con difficoltà paradossali.

Resistente e facile da coltivare senza pesticidi e diserbanti, riduce l’erosione del terreno, contribuisce a risanare terreni inquinati. Sono alcune delle virtù di una pianta, la canapa, che per l’Italia ha rappresentato una fonte di ricchezza, per poi sparire dalla filiera agricola e industriale. Ma oggi…

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Première Vision Paris 2017_03

DAL 7 AL 9 FEBBRAIO 2017

MAEKO TESSUTI

CON

COLORSYSTEM SRL

PER LA PRIMA VOLTA A

EVENTO DI IMPORTANZA MONDIALE NEL SETTORE DELLA MODA

VI ASPETTIAMO PRESSO

HALL 5 C9

PARC DES EXPOSITIONS

DI PARIS NORD – VILLEPINTE

 

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Tessuti confortevoli e benefici

 

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Mauro Vismara fonda Maekò per produrre tessuti confortevoli e con particolari proprietà benefiche.

Nel 1998 Mauro Vismara decide di abbandonare definitivamente l’attività fisioterapica per realizzare tessuti confortevoli e resistenti, con una scelta accurata e scientifica di particolari fibre vegetali.

Nasce così Maeko Tessuti combinando la passione di Mauro Vismara per le fibre naturali e dalla volontà di produrre tessuti – rigorosamente naturali e made in Italy – personalizzandoli alla propria esperienza di osteopata per renderli più soffici ma comunque resistenti. Nascono i primi capi in canapa e da qui sperimenta nuove fibre per realizzare filati inediti e nuove trame.

Tutti sono lavorati e rifiniti in Italia, nel distretto torinese, nel rispetto dell’ambiente e dell’individuo…

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Noi di Maeko Tessuti & Filati Naturali
Auguriamo gioiose feste a tutti…

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… e ringraziamo:

chi nel 2016 ci ha seguito ed apprezzato

chi ci consente di crescere costantemente rendendoci partecipi dei loro strepitosi progetti!

chi ci ha stimolato a creare nuovi prodotti e nuovi servizi!

chi ci ha spinto ed incoraggiato a realizzare un NEGOZIO ON-LINE rivolto ai privati!

chi abbiamo raggiuto con i nostri tessuti sia in Italia che all’estero…

Grazie a tutti…

perché ci fate sentire forti e felici
d’appartenere ad un settore molto speciale
fatto di bella gente, sensibile all’ambiente, alla salute e alla qualità!

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Canapa tessile: può tornare ad essere il nostro “oro verde”?

phpXIsTRc_canapa_cosmesi-300x186[1]Quella che ci aveva reso primi al mondo per qualità della nostra canapa, era proprio la fibra, dalla quale si ottenevano ad esempio corde e vele per le navi, ma anche corredi per le spose, biancheria, tende e rivestimenti per materassi e poltrone. Le navi della famosa ed imbattibile flotta britannica avevano le vele realizzate in canapa italiana, così come l’Amerigo Vespucci, ancora oggi, per statuto deve avere le vele di canapa di Carmagnola. La stessa fibra tessile che in passato era considerata “oro verde”: un prodotto dal forte valore aggiunto lavorato in modo artigianale. La successiva diminuzione delle coltivazioni ha purtroppo impedito, tra le altre cose, anche il passaggio da una lavorazione artigianale a quella industriale meccanizzando i processi di lavorazione come la macerazione o la pettinatura successiva. Il risultato è che oggi in Italia, nonostante alcuni recenti tentativi come quello del gruppo Fibranova, non ci sia la possibilità di produrre tessuto di canapa, quello a disposizione viene importato dall’estero. Se pensiamo che il cotone è una delle colture più inquinanti del pianeta, mentre la canapa non necessita quasi mai di diserbanti o fitofarmaci, avremmo un ragione in più per andare in questa direzione, nonostante sia un investimento non indifferente. Immaginiamo però il valore che potrebbe avere una canapa made in Italy, coltivata con nostre genetiche, che dia vita a capi di vestiario fatti in Italia.

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