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Il potere delle alghe in una Fibra

Le fibre SeaCell ™, sono prodotte con alghe raccolte nei fiordi Islandesi e lavorate in Austria dove sono prodotte su moderni impianti di produzione di fibre presso l’azienda Lenzing.
Parliamo quindi di una fibra europea certificata e sostenibile sia dal punto di vista etico che ambientale.
La raccolta di queste alghe è certificata come sostenibile, infatti viene prelevata dalla pianta sottomarina, solo la parte che è in grado di rigenerarsi.
Le alghe dopo la raccolta non vengono trattate, mantenendo così intatte tutte le proprietà benefiche. La creazione della fibra avviene attraverso un processo brevettato che incorpora l’alga, precedentemente disidratata e finemente polverizzata, in una fibra di cellulosa naturale. Di conseguenza, le proprietà benefiche dell’alga vengono permanentemente preservate all’interno della fibra, anche dopo più cicli di lavaggio.
Essendo un prodotto naturale si tratta di una fibra biodegradabile e compostabile.

Dal mare alla pelle

Le proprietà uniche delle alghe aiutano a proteggere la nostra pelle dalle influenze ambientali dannose a cui siamo esposti quotidianamente. Le alghe sono ricche di sostanze essenziali come vitamine, oligoelementi, aminoacidi e minerali. Queste sostanze presenti nelle alghe aiutano ad attivare la rigenerazione cellulare, che a sua volta può aiutare a ridurre le infiammazioni cutanee.
Il livello di umidità naturale della pelle consente uno scambio attivo di sostanze benefiche tra la fibra di alga e l’epidermide, fornendo un notevole senso di benessere.

Morbidezza e benessere per una vasta gamma di applicazioni

La fibra di alga è adatta per una vasta gamma di applicazioni, dall’abbigliamento sportivo alla moda, dalla biancheria intima ai tessuti per la casa.
Si tratta di una fibra estremamente versatile che si combina facilmente con qualsiasi altra fibra per creare dei filati e tessuti unici.
La fibra SeaCell ™ conferisce una sensazione liscia e setosa a qualsiasi tessuto ed insieme alle naturali proprietà benefiche, rende ogni progetto tessile speciale, andando a soddisfare le richieste di una nuova generazione di compratori sempre più attenta alla salute e all’ambiente.

Fibra di bamboo: morbidezza ipoallergenica

Il Bamboo è una pianta che contiene cellulosa e, in modo simile alla canapa, può essere coltivata senza l’uso di fertilizzanti chimici sintetici, pesticidi o defolianti. Esistono diverse specie di bamboo, la maggior parte viene dall’Asia, ma ve ne sono anche in America, in Africa ed in Oceania.

Si tratta di una pianta infestante a rapida crescita, fino a 1 metro al giorno, che come già detto, cresce senza l’aiuto dell’uomo e senza l’utilizzo di pesticidi o fertilizzanti. Il raccolto avviene ogni 3 anni circa, evitando i devastanti processi della deforestazione. Il bamboo è una pianta la cui coltivazione ha un bassissimo impatto ambientale, infatti consuma 1/3 dell’acqua della maggior parte delle coltivazioni e molto spesso necessita solo dell’acqua piovana; ha minime emissioni di anidride carbonica ed emette una grande quantità di ossigeno. La fibra tessile di Bamboo viene ricavata dallo stelo attraverso un processo di idrolisi alcalina e sbiancamento multifase. Analisi tecnologiche hanno dimostrato che questa fibra ha un grado di finezza vicino alla normale viscosa, con la medesima stabilità e tenacia.

Il tessuto in fibra di bamboo, grazie alle sue proprietà e benefici, è particolarmente adatto a stare a diretto contatto con la pelle. Le sue capacità di assorbire l’umidità e di essere naturalmente antibatterico, lo rendono un tessuto perfetto per ogni tipo di abbigliamento in particolare per la biancheria intima. Grazie alla presenza nella trama del tessuto di molteplici cavità e cuscinetti di aria, il bamboo rende gli indumenti altamente traspiranti, con un’elevatissima capacità di assorbire i liquidi, come umidità e sudore, che evapora tre volte più velocemente rispetto al tradizionale cotone, donando freschezza per lungo tempo e allontanando i cattivi odori. Un indumento prodotto con un tessuto di bamboo è morbido sulla pelle, delicato e previene arrossamenti ed irritazioni. Il suo utilizzo è inoltre consigliato anche per la biancheria del letto poiché la sua azione anti tarmica e anti acaro fa si che il 95% di questi muoia nel giro di 24 ore. Inoltre il tessuto di bamboo si caratterizza per facilità di stiratura e di tintura rendendo splendidi effetti cromatici della pigmentazione.

Crabyon: la fibra antibatterica per eccellenza

Il Crabyon è una fibra recente creata dall’azienda giapponese Omikenshi. Il processo produttivo prevede la frantumazione dei gusci di crostacei provenienti dall’industria alimentare e la miscelatura con la cellulosa, senza l’impiego di solventi. Questo metodo rende disponibili il Chitin ed il Chitosano, sostanze dotate di innumerevoli proprietà igienico-sanitarie, le cui bio-compatibilità sono state verificate scientificamente per l’utilizzo in campo medicale e farmacologico. Stiamo parlando di una fibra tessile che, oltre ad essere antibatterica e antimicrobica, è emostatica, completamente biodegradabile, anallergica, ecologica e biocompatibile. È bene sottolineare che le funzioni antibatteriche e antimicrobiche del Crabyon si esplicano mediante l’inibizione della crescita dei batteri e si mantengono inalterate e permanenti nel tempo anche a seguito dei lavaggi, dell’uso o di altre alterazioni da parte di agenti esterni. Il Crabyon, inoltre, ha un alto potere assorbente dell’umidità ed a contatto con la pelle è in grado di prevenire la disidratazione. La sua capacità di mantenere il livello di umidità è maggiore rispetto ad ogni altra fibra, mantenendosi fresco ed esente da cattivi odori per un tempo relativamente lungo. Il Crabyon previene così le irritazioni della cute e risulta sicuro e confortevole anche per le pelli delicate o ipersensibili, inclusi bambini e anziani, anche ospedalizzati. Per tutte queste sue proprietà il Crabyon è una fibra ideale per la realizzazione di prodotti tessili da usare a contatto con la pelle, per capi intimi, sportivi, biancheria per la casa e ad uso medicale (ad esempio i calzini per i diabetici).

Ortica Himalayana: una fibra preziosa

L’ortica Himalayana è una fibra preziosa da tutti i punti di vista. La fibra che se ne ricava è una delle fibre vegetali più lunghe al mondo dalla lucentezza molto simile alla seta. E’ una pianta che cresce spontaneamente sulle altitudini del Nepal dove viene raccolta manualmente dalle popolazioni indigene dando loro sostentamento. Il raccolto manuale contribuisce a rendere preziosa la fibra mantenendo la sua originale lunghezza e garantendo limiti oggettivi di produzione. Si tratta dunque di una pianta sostenibile a tutti gli effetti.

Il produttore da cui acquistiamo la fibra di Ortica Himalayana ha fondato la sua azienda con la missione di creare entrate economiche per gli abitanti dei villaggi dell’Himalaya.
Le montagne nepalesi ospitano infatti molti villaggi remoti, le persone lavorano duramente per guadagnarsi da vivere dall’agricoltura di sussistenza. Arrivare a fine mese è difficile per loro e ci sono molte donne senza lavoro retribuito che non hanno modo di guadagnare denaro.
La raccolta della pianta, allo stato brado, durante la bassa stagione, aiuta le donne a guadagnare denaro per soddisfare le esigenze di base della famiglia.

L’ortica Himalayana cresce incontrollata nelle foreste nepalesi sopra i 2000 metri. Predilige terreni morbidi umidi e fertilizzati da yak al pascolo ed i suoi germogli crescono ogni anno oltre i tre metri d’altezza, inoltre più ne tagli e più cresce.

La raccolta degli steli verticali, che raggiungono la loro massima altezza in 12 mesi, viene eseguita ogni anno per lasciare spazio alle nuove foglie e ai germogli sani per l’anno successivo, questi andranno ad assorbire meglio la CO2. Il taglio annuale promuove anche la crescita delle radici che contribuisce a migliorare la stabilizzazione del suolo in montagne soggette a frane.

L’ortica inoltre aiuta la fertilità del suolo, ne preserva la biodiversità ed è vitale per mantenere intatto l’ecosistema circostante.

La fibra di ortica Himalayana è estremamente resistente e la sua lunghezza la rende lucida e brillante come la seta nonché quindi una fibra estremamente ricercata. Il fusto cavo conferisce proprietà termoregolatrici ed essendo una fibra naturale è biodegradabile. Elastica e resiste alla torsione, al contrario di altre fibre la sua robustezza aumenta con il passare del tempo.

Progetto RIFLOC – L’ortica

L’ortica per uso tessile

Il progetto Rifloc Ortica, in collaborazione con l’Istituto CNR-IBIMET (sede di Bologna), nasce dal desiderio di completare in Italia una filiera naturale che porti ad ottenere un filato con una elevata percentuale di fibra di ortica (Urtica dioica) che possa essere sostenibile in tutte le fasi della filiera.
Ci sono varie testimonianze sull’utilizzo dell’ortica a scopo tessile sin dall’Età del bronzo; dall’antica Roma all’età napoleonica in tutta Europa, molti tessuti venivano realizzati con l’ortica quando vi era scarsa disponibilità di altre tipologie di filato.
Questa fibra tessile vegetale venne successivamente trascurata per un periodo piuttosto lungo, per essere poi riscoperta nel primo dopoguerra.

La coltivazione della pianta dell’ortica, grazie alla sua alta resistenza ai patogeni e alle proprietà urticanti, non richiede l’utilizzo di diserbanti e anti-parassitari.
Dell’ortica non va perduto niente: dalla corteccia si ricava la fibra tessile, con la parte interna si produce cellulosa per carta estremamente pregiata, mentre le estremità fresche e le foglie forniscono un prodotto altamente nutritivo sia per uso zootecnico che umano.

Le sue proprietà

Lunga, lucente ed uniforme, l’ortica è una fibra molto ricercata. È elastica, resiste alla torsione, ed al contrario di altre fibre, la sua robustezza aumenta con il passare del tempo. Dall’ortica si ottengono ottimi filati sottili e flessibili che risultano anche forti e tenaci. I tessuti in fibra di ortica sono morbidi, resistenti, traspiranti e brillanti come la seta. Sono biodegradabili al 100% e possiedono proprietà antistatiche.