news

La prima linea di abiti della Scarpetta di Venere

Come mi è venuto in mente di creare anche una linea di abiti, oltre alle mie scarpette?

In realtà tutto è partito da un’esigenza personale, poi la mia solita curiosità mi ha spinto a sperimentare, a giocare con i tessuti, le tinture, con le linee e i tagli e così è venuta fuori questa micro-collezione di cui vado fiera.

Sei curiosa di capire com’è nata? Te lo racconto in questo articolo.

Continua a leggere su scarpettadivenere.it

Maeko in Documenterio Intrecci Etici

Siamo molto emozionati di fare parte di questo bellissimo progetto.
Il documentario Intrecci Etici vuole raccontare il movimento dello slow fashion in Italia, per sensibilizzare le persone attorno ad un tema così delicato e dimostrare che è possibile fare scelte più responsabili anche per quanto riguarda i vestiti che compriamo e indossiamo.

La moda è una delle industrie più inquinanti al mondo ed è un problema che riguarda tutti noi.
A questo settore si attribuisce il 20% dello spreco globale di acqua, il 10% delle emissioni di anidride carbonica e non solo, l’85% dei vestiti prodotti finisce in discarica e solo l’1% viene davvero riciclato. Per non parlare dei prezzi bassi del fast fashion, dietro i quali si nascondono salari non equi e la mancanza di regolamentazioni a tutela dei lavoratori.
Intrecci Etici racconta come in Italia sia in atto una rivoluzione per rendere il settore moda più sostenibile.
Questo cambiamento è sotto i nostri occhi: da chi si occupa di fibre e tessuti naturali come noi, a chi produce solo su ordinazione, a chi trasforma rifiuti in risorse, a chi impiega persone più fragili fino a chi ha deciso di rimanere sul territorio.

Se da un lato noi produttori ci stiamo impegnando concretamente per rendere la moda più etica e sostenibile, dobbiamo tenere a mente che la sostenibilità è un atteggiamento che deve partire prima di tutto dai consumatori.

Tutti abbiamo il potere di cambiare le cose, passo dopo passo, con il nostro portafoglio e le scelte di tutti i giorni.

Il documentario si trova su Infinity e se non siete iscritti potete vedere tutto gratuitamente per 7 giorni.
Ricordate il titolo “Intrecci Etici

Wovenbeyond

Chi ci segue da un po’ lo sa già: siamo instancabili!
Quando ci sono dei progetti che parlano di natura, filati e recupero delle tradizioni, non riusciamo a fare a meno di buttarci a capofitto in nuove avventure.
In questo caso si tratta di un progetto che stiamo portando avanti con Gloria, fondatrice di Wovenbeyond. In UK, come in Italia e nella maggior parte dei paesi europei, gli allevatori di ovini si vedono spesso costretti a smaltire o a svendere a poco prezzo le lane delle loro pecore, a favore dell’ importazione di lana Cinese oppure di lana Merinos all’Australia.
L’Europa però ha una storia molto antica che parla di lana e di razze autoctone ed è un peccato che la biodiversità e le tradizioni vengano perse. Per questo con Gloria, che vive a Londra, stiamo creando una rete di allevatori in tutto il Regno Unito, che allevano razze ovine autoctone, per poi filare la loro lana a Biella nel nostro impianto di filatura.
Grazie alla capacità di filare anche piccole quantità (partendo da 20Kg) gli allevatori hanno la possibilità di creare con le proprie lane dei filati realizzando nuove entrate economiche in un settore che, come sappiamo, sta vivendo parecchie difficoltà. Ma se vi dicessimo che le razze ovine inglesi sono tantissime e bellissime? Se vi dicessimo che in UK ci sono un sacco di donne che allevano con amore le loro pecore?
Stay Tuned

Lettera di Eleonore, una nostra cliente Francese della filatura, che vogliamo condividere

Carissimi,
Oggi mi interrogo e mi chiedo come fare..
Quale dovrebbe essere la reazione quando vedi una rete industriale che va in pezzi, quando il know-how scompare e le persone, i lavoratori vengono lasciati indietro?

Di recente io e Franca Guido siamo andati in Italia per incontrare un attore della filiera della lana: la Carbofin Srl, un’azienda vicino Prato, in toscana che lava e carbonizza questa bellissima materia prima naturale.

Questa azienda mi era stata raccomandata da una filatura italiana, l’azienda Filarte, come il posto migliore per lavare la lana sucida e come unica realtà in grado di fornire questo servizio partendo da piccole quantità.

Questa azienda, che impiega una decina di dipendenti, e ha più di cinquant’anni di esperienza nella cura della lana grezza proveniente dall’Europa e dall’estero, chiuderà per sempre tra poche settimane dopo aver eseguito gli ultimi ordini.

Queste sono le conseguenze di un arresto totale durante il lock-down, un riavvio difficile e una scarsa assistenza governativa. Oggi le capacità di lavorazione di purga e carbonizzazione, circa 25 tonnellate al giorno di lana grezza, non vengono sfruttate appieno, quindi l’azienda si vede costretta a chiudere.

Conoscendo la crisi che sta affrontando l’industria della moda, non ci si sorprende del fatto che tutti gli anelli della catena siano influenzati, compresi quelli che non conosciamo o che sembrano lontani: contadini, allevatori e anche i primi trasformatori.

Sono poche le aziende di lavaggio della lana di dimensioni industriali in Europa e solo due unità di carbonizzazione, tra cui Carbofin Srl.

La perdita di una manifattura così importante ha un impatto sull’intera catena di fornitura in Italia ma anche molto probabilmente in Francia e in Europa, dove molti marchi e produttori si affidano e riforniscono nella filiera tessile italiana.

Un’infrastruttura per la purga e la carbonizzazione della lana non fornisce solo alle filature lana pulita e pronta per la creazione di filati di alta qualità, ma rifornisce anche industrie che valorizzano la lana nei materiali da costruzione, materassi, decorazioni, ma anche cura della casa e nella cosmesi attraverso l’estrazione di sottoprodotti come lanolina.

Abbiamo visto 1083 dare una seconda vita a Tissage de France e al sogno di vedere questa azienda salvata da uno o più attori o dalla filiera del tessile e della moda, riusciremo a fare qualcosa anche per la Carbofin?