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Le Aziende Tessili Italiane più Sostenibili

Alla scoperta della fibra 100% sostenibile

Siamo alla continua ricerca di aziende tessili italiane impegnate nello sviluppo di nuovi tessuti sostenibili, e queste ricerche ci portano a conoscere diverse grandi realtà italiane. Pur essendo un paese dove la moda sostenibile ancora non viene apprezzata come dovrebbe, si conferma come un paese ricco di risorse intellettuali.

Un gran numero di fibre tessili di ultima generazione vengono ideate e sviluppate nel nostro paese, o dalle menti italiane emigrate all’estero.

Oggi parleremo proprio delle aziende tessili italiane più sostenibili. A volte sono innovative e tecnologiche, mentre altre sono antiche e naturali. Attenzione, perché non parliamo di aziende che realizzano abbigliamento e moda in generale, bensì di coloro che realizzano filati e tessuti…

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Sai cos’è il mulesing?

Il Mulesing è una pratica chirurgica utilizzata negli allevamenti in Australia di ovini che producono Lana Merino e consiste nell’asportazione di una parte di pelle della zona perianale degli animali per prevenire il cosiddetto “flyestrike”.

Scientificamente questo “flyestrike” si chiama miasi che è una malattia infettiva trasmessa all’animale dalle mosche che depositano le uova nelle pieghe della pelle nell’area vicino all’ano. Queste uova quando si schiudono diventano larve che si cibano dei residui organici naturalmente presenti in quelle zone provocando spesso gravi infezioni che possono portare facilmente alla morte dell’animale.

Questa pratica viene però effettuata sugli agnelli senza anestesia, bloccando l’animale con delle barre di metallo e tagliando lo scalpo di pelle dall’area, inclusa la coda spesso con delle cesoie da giardinaggio. L’animale viene poi lasciato con la ferita aperta e sanguinante a rimarginarsi all’aria senza medicazione alcuna.

È evidente che alcuni animali non sopportino tutto ciò e muoiano di infezioni, ma nel contesto dei grandi numeri è ininfluente, e questo trattamento risulta comunque più economico.

In Europa questa pratica è vietata, ma la sola Australia esporta il 90% della lana Merino mondiale.

Le pecore per il loro benessere vanno tosate una o due volte l’anno ed è un rapporto quello tra le due specie, umana ed ovina, che esiste da migliaia di anni.

La lana è una fibra preziosa dalle numerose proprietà, dalla quale si possono fare caldi e morbidi capi di abbigliamento o svariati oggetti per la casa, come materassi o coperte fino alla copertura delle saponette.

Crediamo che sia importante tornare ad una dimensione umana dei ritmi e delle cose e ricordarci che la natura ci da tutto quello che ci serve, ma non possiamo sfruttarla senza alcuna pietà solo perché ci sentiamo in diritto di farlo.

LE FIBRE NATURALMENTE ANTIBATTERICHE

Si parla con tanta superficialità di antibatterico o antivirale in questo periodo storico, e ci siamo accorti che c’è davvero una gran confusione su cosa sia in effetti un virus o un batterio. Noi, che in Maeko utilizziamo fibre con caratteristiche antibatteriche proviamo fare un’istantanea e rimettere le cose al loro posto.

I virus sono microorganismi estremamente piccoli, visibili solo al microscopio elettronico, non sono in grado di riprodursi autonomamente, ma possono farlo esclusivamente all’interno di cellule. La resistenza dei virus nell’ambiente è estremamente bassa, anche se alcuni possono sopravvivere a lungo. Non tutti i virus possono essere combattuti efficacemente con i farmaci e altri ancora si osteggiano grazie alla vaccinazione specifica.

I batteri sono dei microrganismi unicellulari, sono più grandi dei virus e sono visibili utilizzando il microscopio ottico, sono in grado di riprodursi autonomamente. I batteri sono comunemente presenti su tutte le superfici e non provocano necessariamente danno anzi, spesso la loro presenza è utile per lo svolgimento di alcune funzioni metaboliche e per il rafforzamento delle difese immunitarie.

Mentre altri tipi di batteri, definiti patogeni, possono essere davvero aggressivi e danneggiare i tessuti e gli organi, causando gravi infezioni batteriche che possono essere curate con gli antibiotici.

Da sempre la natura si è dovuta difendere da attacchi esterni, sia molto grandi che molto piccoli. Molte piante, ma non solo, possono infatti venirci in aiuto da questo punto di vista e conoscerne le caratteristiche può aiutarci anche nella scelta delle fibre delle cose che indossiamo quotidianamente.

Ecco alcune delle fibre che utilizziamo per la creazione di filati e tessuti che hanno proprietà naturalmente antibatteriche: Canapa, Ortica, Crabyon, Alga, Filati di Rame o Argento.

Canapa: L’alta concentrazione di cannabinoidi non psicoattivi in molte varietà di cannabis sativa rende facilmente disponibili agenti antibatterici in grado di fronteggiare la resistenza ai farmaci dello Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) e di altri batteri patogeni.

Ortica:La coltivazione della pianta dell’ortica, grazie alla sua alta resistenza ai patogeni e alle proprietà urticanti, non richiede l’utilizzo di diserbanti e anti-parassitari. Quando trasformata in fibra perde le proprietà urticanti, ma rimangono invariate le sue proprietà antibatteriche.

Crabyon: Fibra recente creata dall’azienda giapponese Omikenshi. Il processo produttivo prevede la frantumazione dei gusci di crostacei provenienti dall’industria alimentare e la miscelatura con la cellulosa, senza l’impiego di solventi. Questo metodo rende disponibili il Chitin ed il Chitosano, sostanze dotate di innumerevoli proprietà igienico-sanitarie. Stiamo parlando di una fibra tessile che, oltre ad essere antibatterica e antimicrobica, è emostatica, completamente biodegradabile, anallergica, ecologica e biocompatibile.

Filato d’alga: Le proprietà uniche delle alghe aiutano a proteggere la nostra pelle dalle influenze ambientali dannose a cui siamo esposti quotidianamente. Le alghe sono naturalmente antibatteriche ricche di sostanze essenziali come vitamine, oligoelementi, aminoacidi e minerali.

Filati di Rame o Argento: Il loro utilizzo, come quello di altri metalli preziosi per il nostro organismo, hanno una storia molto antica. oltre alla fortissima proprietà antibatterica, incorporare un filo di rame o argento a qualunque progetto tessile apporta numerose caratteristiche tecniche, legate al mondo del benessere.

Conoscere e capire il mondo che ci circonda ci può aiutare a fare scelte migliori per noi e per i nostri cari ogni giorno, rendendoci persone consapevoli e di conseguenza più libere.

USA E GETTA? Maeko dice No grazie!

È sconcertante vedere con quanta leggerezza compriamo oggetti racchiusi in packaging di cui ci sbarazziamo immediatamente dopo l’acquistato:
shopper, contenitori, scatole, astucci, bicchieri, bottiglie, cannucce… Siamo concentrati sul contenuto e dimentichiamo di aver acquistato anche l’imballo il cui costo, sia in termini di denaro che di impatto ambientale, è divenuto oramai davvero insostenibile. Sebbene recentemente avessimo iniziato ad essere più consapevoli degli effetti devastanti che i materiali plastici hanno sull’ambiente, con lo scatenarsi di questa pandemia globale abbiamo decisamente invertito quel trend positivo di sensibilità che iniziavamo ad avere nei confronti del monouso.
E’ stato esteso alla normale popolazione ed in maniera esponenziale, ciò che prima apparteneva solo a settori specifici o sanitari. L’uso di guanti e mascherine usa e getta, da sempre considerati e trattati come rifiuti speciali ora, contrariamente alle più banali norme igieniche ed al buon senso, li ritroviamo dispersi ovunque nelle nostre citta, nei prati o nelle aree più incredibili come boschi e naturalmente in mare.
Che sia vandalismo volontario attuato da persone incuranti dell’ambiente e del prossimo, o semplicemente perché cadono da tasche e borse, non c’è posto in cui a terra non vediamo disseminate questi orrendi rifiuti.
Ve lo diciamo, ve lo chiediamo e vi supplichiamo: voi che non lavorate nei reparti speciali od ospedalieri evitate di utilizzare le mascherine chirurgiche in TNT perché stanno gravemente inquinando il nostro pianeta, acquistate solo mascherine igieniche lavabili oppure confezionatevele voi a casa, riciclando un lenzuolo di buona canapa o un capo d’abbigliamento che non usate più.
Fatelo, non è difficile perché è una cosa seria!
È bene sapere che solo il 9% delle plastiche e delle fibre sintetiche usate al mondo viene riciclato ed il restante 91% impiega più di 400 anni per degradarsi, scomporsi in piccoli frammenti o micro plastiche che mai scompaiono e che si insidiano nella catena alimentare venendo ingerite non solo dagli animali ma anche da noi.
Ciò vale anche per mascherine chirurgiche in TNT, visiere, guanti o altri dispostivi commercializzati in questo 2020!

White Milano: trionfano il riciclo, il riuso e l’innovazione tessile

Riuso, riciclo, risparmio di risorse e tessuti eco-compatibili. White Milano promuove nuovi approcci e processi virtuosi per la moda.

Si è concluso ieri White Milano 2020 che, già da qualche edizione, sta puntando sulla promozione di una moda consapevole e made in Italy. Tra gli oltre trecento marchi di abbigliamento e accessori che hanno presentato le loro collezioni, non sono mancati espositori attenti alle tematiche ambientali e iniziative, come il Wsm fashion reboot, volte a sensibilizzare i visitatori della fiera sull’importanza di fare moda in maniera più responsabile.

White Milano 2020, riflettori puntati su riciclo e riuso

Tra i marchi green che hanno preso parte a questa edizione di White Milano 2020, spiccano alcuni processi creativi che cercano di recuperare i materiali provenienti da prodotti post-consumo, stock di magazzino e scarti di produzione…

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